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Mostra Personale [ 9.Apr.2012]

Comune di Cava dei Tirreni (SA)
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FROM TO BEGINNING

                          TO THE PRESENT’’

         L  o  r  e  n  z  o   V  i  c  i  n o

           G A L L E R I A     C O M U N A L E

           C A V A  d e’ T I R R E N I   I T ALY

                               C o r s o U m b e r t o I   C a v a  d e’ T i r r e n i  ( s a )  I t a l y   G a l l e r i a C o m u n a l e                          
                               D  u r a t a  M o s t r a : d a l  0 2 g i u g n o –  a l 1 0 g i u g n o 2 0 1 2  O r a r i o : 0 0 – 2 4

             M  o  s  t  r  a     P  e  r  s  o  n  a  l e 

 

 

''Si fa presto a dire PENNELLATA''

Il pennello (in senso stretto) è uno strumento troppo riduttivo.

Per assecondare la mia mano (ma anche le mie braccia, dato che il movimento di esse è talmente ampio quasi da arare la tela) nella creazione dei miei 'SEGNI', costruisco da me propri attrezzi Speciali.

Faccio della GESTUALITA' il SENSO ULTIMO della mia pittura

Lorenzo Vicino

 

Mi considero un artista multiforme e non ho mai esitato a definirmi pittore. Assorbo la passione per l’informale  e oggi, forte di questa ‘frequentazione’, faccio si che la mostra sia antologica, ma che insista soprattutto sulla produzione ultima. Essa e’ frutto di attente osservazioni e riflessioni, e vuole stigmatizzare il mio punto di arrivo, raccontando il mio appassionato viaggio di ricerca e di crescita. Ho iniziato a dipingere da giovanissimo, mosso da un personale impulso naturale, che mi suggerisce il colore e il segno. Per questa mia dote innata mi sento un privilegiato e, per non aver seguito corsi regolari di tecnica pittorica o Scuole d’Arte, mi posso definire un autodidatta. Ho sicuramente guardato i maestri ma - e qui c’è da puntualizzare la mia originale caratteristica – “non mi sono fatto la mano” imitando o copiando. Da subito ho mostrato il mio carattere, individuando con certezza i mie soggetti e  i mie segni. Proprio per queste peculiarità, le mie opere sono sempre state immediatamente identificabili, pur nelle continue rielaborazioni e trasformazioni dei segni e delle cromie. Prediligo l’Informale gestuale (action painting) e l’Informale materico , anche se non disdegno di cimentarmi nello Spazialismo e nella Pittura segnica informale . Questa alternanza, anche se minima,  non è indice di incertezza: ma c’è la volontà superiore di raccontare percorsi dell’anima e della mente senza filtro. Sentimenti e pensieri si impongono, comunque, potenti , nelle mie rappresentazioni. Nei quadri emergono così, con il colore di volta in volta predominante in modo astratto, ‘svettanti figure’, e di seguito le affettività, le passioni, le riflessioni, in cui l’uomo si riconosce e che io esprimo. Ritengo che  la mia produzione sia immediatamente accattivante per l’esplosione del colore o per la sfumata opalescenza dello stesso, per l’armonia delle proporzioni, per la profondità, per la prospettiva - che dilata lo spazio e allunga l’aspettativa di visibilità - per i chiaroscuri sezionati geometricamente. I mie lavori sono del tutto coinvolgenti per la comunicazione intrinseca. Considerate nel tempo, le mie opere confermano la presenza di tanto amore per la vita e per la natura, e urgenza di proteggere i propri affetti nel nido costruito con cura, in luogo sicuro. Comunicano altresì l’impegno nel valorizzare le proprie capacità, superando insicurezze e timidezze, in funzione di una continua crescita umana. La natura è considerata con rispetto e, quando è trasformata dall’uomo, non è mai oltraggiata o dominata: ciascuno è al proprio posto e l’uno non opprime l’altra in un complice equilibrio. Mi preme insistere, infine, ancora sul fatto che la mia pittura si contrassegna nel tempo per alterni colori prevalenti: ciò, che sta a significare , e’ la carica emotiva riferibile a quel momento artistico,  nel contempo e’ la lettura della tela.

Lorenzo Vicino

 

'' It's easy to say brushstroke''
The brush (in the strict sense) is a too restrictive.
To satisfy my hand (but also my arms, since the movement of them is nearly so large as to plow the canvas) in the creation of my 'Signs',

I build my own tools from Special.
Of the gestures I make 'the ultimate meaning of my painting

 


                                                                                                      Lorenzo Vicino

I consider myself a multifaceted artist and I never hesitated to call myself a painter. Absorb the passion for the informal and now, thanks to this 'attendance', you do the show to be retrospective, but insists above all on the last production. It and 'the result of careful observations and reflections, and wants to stigmatize my point of arrival, telling my passionate journey of discovery and growth. I started painting very young, motivated by a personal natural impulse, which suggests to me the color and the sign. For my innate gift and I feel privileged to not following regular courses of painting technique or school of art, I can define a self-taught. I definitely watched the masters but - and here is to point out my original feature - "I have made hand
" imitating or copying. I immediately showed my character, identifying with certainty my subjects and my signs. Due to these peculiarities, my work has always been immediately identifiable, despite the continuous revisions and changes of signs and colors. I prefer the informal gestural (action painting) and the Informal material, even if not disdain to venture into the informal Spatialism and sign painting. This alternation, although minimal, is not a sign of uncertainty, but there is more than willing to tell paths of mind and soul without a filter. Feelings and thoughts may be necessary, however powerful, in my performances. The paintings thus emerge, with the predominant color from time to time in the abstract, 'towering figures', and followed the emotions, passions, thoughts, in which man recognizes himself, and that I express. I think my production is immediately appealing to the explosion of color or gradient for the opalescence of the same, the harmony of proportion to the depth, the prospect - that opens up space and increases the expectation of visibility - for the chiaroscuro dissected geometrically. The mine works are quite exciting for the intrinsic communication. Consider the time, my works confirm the presence of so much love for life and nature, and urgency to protect their loved ones in the nest built with care, in a safe place. Also communicate the commitment to enhance their skills, overcoming shyness and insecurity, according to a growing human. Nature is regarded with respect and, when it is transformed by man, is never violated or dominated: each is in place and no one oppresses another accomplice in a balance. I would insist, then, even knowing that my painting is marked in time for alternate prevailing colors: this, which means, and 'the emotional charge attributable to that artistic moment, and while' reading of the canvas.


LorenzoVicino

 


PER NON DIMENTICARE.......... [26.Jan.2012]
 

 

Comune di Agropoli (SA)                  Fondazione G.B.VICO

 

....il 27 GENNAIO del 1945

i cancelli di AUSCHWITZ furono abbattuti........



27 Gennaio 2012

'' GIORNO della MEMORIA''



LORENZO VICINO

ABISSI dell' ANIMA

(per non DIMENTICARE)

 

(Atrio Scuola Media Gino Rossi Vairo )

AGROPOLI (sa) Italy

27 GENNAIO 2012

 


Lorenzo Vicino ha inteso con la presentazione di una sua composizione artistica, non a caso in un Istituto Scolastico, degna sede dell’apprendimento e della formazione delle prossime generazioni , partecipare attivamente a quanto la società civile non soltanto della nostra nazione ha deciso di consacrare: il 27 gennaio, data-simbolo ufficiale istituita per legge del 20 luglio 2000 per la commemorazione della Shoah. E’ il Giorno della Memoria, in cui si ricorda l’abbattimento dei cancelli del lager nazista di Auschwitz nel 1945.

L’artista si serve anche in questo caso di vernici sintetiche e di diversi materiali, dal blocco cementizio al metallo, per comunicare la sue emozioni, in quanto si ritiene nel proprio ambito di lavoro e di passione un testimone sempre presente di significative esperienze che hanno modellato la nostra sensibilità . Nel quadro su tela, che rappresenta il cuore della composizione, il colore nero assume con pennellate di diverso spessore l’articolazione di una realtà drammatica caratterizzata da forme umane, che, insolitamente protagoniste nella dialettica informale dell’artista in cui ora si affermano, fuoriescono da una dimensione di sterminio, tenendosi per mano in una tragica vicenda comune che continua a trasudare sangue, come esprime il colore che cola sulla tela e fuoriesce dai blocchi. Il loro urlo di angoscia che si trasforma in larghe macchie grige che coprono parte dello spazio-tempo che vi è rappresentato, è mitigato appena da piccole oasi di colore verde e blu, in cui l’artista continua a scorgere i segni di una speranza e di un cosmo che a questa si unisce nel diffondere gli echi di una somma iniquità contrastante drammaticamente con la naturale tendenza all’equilibrio ed all’armonia tra le parti che lo compongono, non escluso l’uomo.

La lezione della storia, l’unica ad insegnare veramente i valori del progresso umano e civile, continua in questo giorno, un giorno per non dimenticare la persecuzione dei cittadini ebrei e di chi subì le deportazioni, la prigionia e la morte, ma anche coloro che, a rischio della propria incolumità, si opposero all’orrore e allo sterminio, dando rifugio ai perseguitati; coloro che hanno scelto di non girarsi dall’altra parte, che si sono ribellati in quanto coscienti che anche il solo “restare indifferenti” li avrebbe resi complici della Shoah.

A differenza dei martiri essi spesso sono caduti nell’ombra e talora persino dimenticati. Ma rappresentano concretamente l’altra metà di una realtà, che l’artista ha inteso sintetizzare in un piccolo gruppo scultoreo , che raffigura un uomo che tende le mani ad una donna in ginocchio, il cui gesto viene caricato dell’intenso significato della solidarietà che non contempla risparmi ma si offre in tutta la sua potenzialità fino al rischio della condivisione del martirio.

E’ il bene di cui essa si nutre a muovere i cuori , anche i più indifferenti, degli uomini, ed a sradicare strutture che sembrano inespugnabili; come le recinzioni del campo di sterminio che, interpretate da lucenti tubi in alluminio che sembrano anch’essi partecipare alla comunicazione catartica dell’evento che hanno vissuto, vengono aperte e contorte dall’intervento liberatorio, lasciando ampi varchi non solo per la salvezza dei superstiti ma per una partecipe osservazione, contemplazione e meditazione, madre di un imperituro ricordo.


Antonio Capano









........ January 27, 1945
gates were demolished AUSCHWITZ ........

January 27, 2012
''Day of Memory''

LORENZO VICINO
Abyss of 'SOUL
(Not to FORGET)
(Hall Middle School Gino Vairo Rossi)
Agropoli (SA) Italy
January 27, 2012

Lorenzo Vicino intended with the presentation of an artistic composition, if not an educational institution, worthy seat of learning and training of future generations, participate actively in the civil society not only of our nation has decided to devote: January 27, the date established by law-official symbol of the July 20, 2000 for the commemoration of the Holocaust. And 'Memorial Day, when we remember the destruction of the gates of the Auschwitz Nazi concentration camp in 1945.
The artist is also in this case of synthetic paints and other materials, from cement to the metal block, to communicate his emotions, because it believes in its own field of work and passion always a witness of significant experiences that have shaped our sensibilities. As part of the canvas, which is the heart of the composition, the black strokes of varying thickness becomes the articulation of a reality characterized by dramatic human forms, which, unusually informal protagonists in the dialectic of the artist in which he now say, come out from one dimension of extermination, holding hands in a tragic story that continues to exude the common blood, as expressed by the color that comes out of the drip on the canvas and blocks. Their cry of anguish which becomes large gray spots covering most of the space-time which is represented, is tempered by just a small oasis of green and blue, in which the artist continues to see signs of hope and of a cosmos that this is joined in spreading the echoes of a sum iniquities contrasting dramatically with the natural tendency to balance and harmony between its parts, not excepting man.
The lesson of history, the only one to really teach the values ​​of human and civil progress, continues to this day, a day to remember the persecution of Jewish citizens and those who suffered deportation, imprisonment and death, but also those that, at the risk of their safety, opposed to the horror and destruction, giving refuge to the persecuted, those who have chosen not to turn away, who rebelled as aware that the only "remain indifferent" them would make them accomplices in the Holocaust.
Unlike the fallen martyrs they are often in the shadows and sometimes even forgotten. But the other half are actually a reality, the artist has sought to summarize in a small group of sculptures, depicting a man who holds out her hands to a kneeling woman, whose gesture is loaded the intense meaning of solidarity does not include savings, but it offers in all its potential to share the risk of martyrdom.
And 'the good of which it feeds to move the hearts of even the most indifferent of men, and to root structures that seem impregnable, as the fences of the camp of extermination, performed by shiny aluminum tubes that seem too participate in the cathartic event that communications have lived, are twisted open and liberating intervention, leaving large gaps for the salvation of not only surviving but for a participant observation, contemplation and meditation, the mother of an imperishable memory.

Antonio Capano



NEWS [13.Dec.2011]

 

LORENZO VICINO

mostra personale

''SPAZIO VISIBILE''

(ANGOLO via Pio X- via C. Colombo. Di fronte Poste Centrali )

AGROPOLI (sa) Italy

dal 17 Dicembre 2011- al 08 Gennaio 2012

Apertura 24 ore su 24

Di Lorenzo Vicino si è già messa in evidenza la passione per la commistione di tecniche, materiali e colori, di tecniche originali e “sotto certi aspetti innovative che vanno dall’utilizzo di vernici sintetiche al collage polimaterico con sabbia e vernici industriali, all’uso di malte e paste cementizie”.

Inoltre,“l’indagine nel mondo delle emozioni e dei sentimenti '',
che si è già espressa nella serie di quadri bifacciali posti al centro della “Sala dei Francesi” del castello di Agropoli, in una recente mostra personale che ha compreso anche la tematica dell’origine dell’universo e della “Notte di S. Lorenzo” con le sue stelle cadenti .

Il pensiero dell’artista, sempre pronto a lasciarsi andare a nuove suggestioni , ma sempre rientranti nella sua dialettica che pone di fronte il mondo e l’uomo, la realtà, i sogni e le speranze, ora si impegna a mostrarci in un’ambientazione quasi familiare, che comunica più intimamente il suo messaggio, sganciato dalle fredde atmosfere di una semplice mostra, il suo rapporto con l’universo, in una diDalettica incessante in cui non trovano posto idee di pura aspirazione, un tempo vagheggiate dall’artista immerso in una fase di pura meditazione (idee-macchie colorate inserite in uno sfondo bianco). L’universo ora è visto nel momento iniziale più buio, quasi immagine dell’ antimateria, che esso contiene, in cui, comunque, si sta formulando in modi più o meno netti la presenza delle speranze e delle scelte dell’uomo verso la realizzazione delle sue aspettative nel capo sociale oltre che individuale; e dell’uomo, che l’artista pone al centro del cosmo, osserviamo i vari stati di approfondimento e di coscienza espressi in calchi o macchie circolari , che hanno in sè segni più o meno ampi di bianco, o in altre del tutto illuminate dal colore bianco della luce, che è concretezza e raggiungimento di una più profonda conoscenza delle problematiche esistenziali.

Nella fase successiva, la materia si liquefa nella fonderia primigenia, versandosi in una realtà che, per nulla statica, come per i filosofi greci è avvolta in un turbinio che l’artista manifesta con ampie ed avvolgenti pennellate, non gravate però dalle leggi di Newton ma leggere, quasi impalpabili, come lo può essere la spiritualità del pensiero umano, in cui si dibatte la dicontomia cosmo-cielo (colore blu) e la chiarezza delle speranze e delle azioni compiute in ordine ad un presente e ad futuro migliore (colore giallo).

Una più antica opera dell’artista, ove è disegnata una viabilità tra isolati di vario colore ed una bicicletta che lui pone accanto a quest’opera, significano l’adeguamento del suo pensiero alle tematiche più attuali, come la comprensione di una realtà sempre più cosmopolita e , nel contempo, il ritmo sempre più incalzante dei nostri tempi, che non può affrontarsi senza un movimento adeguato ad un’armonia tra spiritualità e fisicità, secondo i valori dell’umanesimo .

Nella realtà, l’uomo pur facendo parte di una società, che sembra comunicargli tutti gli elementi di cui egli ha bisogno per un suo giudizio e per la sua azione (il televisore), rimane solo con se stesso nelle decisioni da prendere; seduto sulla sua poltrona, non è destinato a rilassarsi, ma deve orientarsi con avvedutezza nel labirinto del reale, che comunque incombe su di lui, pena il rischio di non comprendere il mondo in cui vive o, comunque, di non partecipare attivamente alla sua positiva evoluzione, semplice o problematica che sia.


Antonio Capano




LORENZO VICINO

exhibition

''Visible SPACE''

(Corner of street Pio X- streetC.Colombo. In front of post office)


by December 17, 2011 - January 8, 2012 to

Open 24 hours on 24






Vicino Lorenzo has already highlighted the passion for the mix of techniques, materials and colors, and original techniques "in some respects innovative use of synthetic paints are multi-material to collage with sand and industrial paints, use cement pastes and mortars. "

Moreover, "the survey in the world of emotions and feelings,''
which is already expressed in the double-sided series of paintings at the center of the "Hall of the French" the castle of Agropoli, in a recent exhibition that also included the issue of the origin of the universe and the "Night S. Lorenzo "with its shooting stars.

The thought of the artist, always ready to indulge in new suggestions, but always within its dialectic that confronts the world and man, reality, dreams and hopes, now agrees to show us in a setting almost familiar, more intimately communicating his message, released by the cold atmosphere of a simple show, his relationship with the universe, in a relentless diDalettica no place in which ideas of pure aspiration, once courted by the artist immersed in a stage of pure meditation (ideas-white spots embedded in a white background). The universe is now seen at the commencement of the darkest, most image of the 'anti-matter, that it contains, which, however, is formulated in ways more or less clear the presence of human hopes and choices towards the realization of social expectations in the head as well as individual and of humanity, which the artist stands at the center of the universe, in-depth look at the various states of consciousness and expressed in casts or circular spots, which in itself marks more or less extensive than white, or other entirely illuminated by white light, which is concrete and achieve a deeper understanding of the existential problems.

In the next phase, the material melts in the primitive foundry, pouring in a reality that, by no means static, as the Greek philosophers is enveloped in a swirl that the artist shows with large brushstrokes and enveloping, but unencumbered by the laws of Newton but light, almost intangible, as may be the spirituality of human thought, which discusses the dicontomia cosmos-heaven (blue) and the clarity of the hopes and deeds in order to present and to a better future (yellow ).

An artist's earliest work, where a road is drawn between isolates of different colors and a bicycle that he poses next to this, they mean the adjustment of his thought to the most current topics, such as the understanding of an increasingly cosmopolitan and at the same time, the accelerating pace of our times, who can not face them without adequate movement for harmony between the spiritual and physical, according to the values ​​of humanism.

In fact, the man while part of a society that seems to send him all the elements of which he needs for his opinion and his action (the TV), it remains alone with himself in making decisions; sitting on his chair, is not intended to relax, but must focus wisely in the maze of reality, which still hangs over him worth the risk of not understanding the world in which he lives, or at least not to participate actively in its successful development, easy or difficult it is.




Antonio Capano










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